LA FUNICOLARE ROCCA-MONREALE

Pubblicato: 28 dicembre 2013 in Ricordi
Locandina da

Locandina dal sito: http://www.funiforum.org


Rosario La Duca ritratto da Maria Grazia di Giorgio

Rosario La Duca ritratto da Maria Grazia Di Giorgio

Spesso il pensiero va alla figura di mio padre, Francesco, per tutti Ciccio, ed immancabilmente mi torna in mente qualcosa che non fa parte del mio vissuto ma dei ricordi di Lui raccontati. Tra i tanti, che per me, allora ragazzino, erano come pagine di un libro fantastico, c’era quello riguardante la funicolare per Monreale.

L’affascinante racconto di Papà è un piccolo spaccato della storia recente della nostra città che, magari, potrebbe interessare il navigante che dovesse giungere nel porticciolo di questo sito ed è corrispondente alla descrizione che ne ha fatto magistralmente il prof. ing. Rosario La Duca, insigne storico palermitano (1923-2008) sulle pagine del Giornale di Sicilia del 24 settembre 1971, a cui, peraltro, desidero rendere omaggio riportando esattamente ciò che Lui ha scritto.

Il capolinea del tram di Piazza Bologni - Palermo

Il capolinea del tram di Piazza Bologni – Palermo

Se un giorno si vorrà scrivere la storia dei trasporti urbani di Palermo – dalla prima Società Sicula dei Tramways-Omnibus alla odierna municipalizzata AMAT – sarà opportuno riservare un apposito capitolo alla funicolare della linea Rocca-Monreale.

La linea tranviaria attraversa Porta Nuova

La linea tranviaria attraversa Porta Nuova

Anche se tale caratteristico mezzo di locomozione non ha fatto nascere canzoni folkloristiche come la consorella napoletana, dobbiamo pur ammettere che non c’è palermitano di media età che non ricordi il singolare carro-freno che trainava la vettura tramviaria per farle superare i 134 metri di dislivello esistenti tra la Rocca e Monreale.

Il tram diventa funicolare dopo il capolinea Rocca

Il tram diventa funicolare dopo il capolinea Rocca

In prossimità della bella fontana del pescatore dello scultore Ignazio Marabitti - Realizzata nel 1768 - Dalla pagina facebook: Palermo di una volta

In prossimità della bella fontana del pescatore dello scultore Ignazio Marabitti – Realizzata nel 1768 – Dalla pagina facebook: Palermo di una volta

Carro-freno con vettura nell'attraversamento del ponte sulla carrozzabile Palermo-Monreale. Dal sito: www.funiforum.org

Carro-freno con vettura nell’attraversamento del ponte sulla carrozzabile Palermo-Monreale. Dal sito: http://www.funiforum.org

Dalla pagina facebook: Palermo di una volta

Dalla pagina facebook: Palermo di una volta

Il collegamento tra Palermo e Monreale, sino alla fine del secolo scorso, si svolgeva attraverso la strada carrozzabile costituita da due tronconi realizzati in secoli diversi. Il primo, ricadente in territorio palermitano, costruito nella seconda metà del cinquecento, corrisponde all’odierno corso Calatafimi; il secondo, in territorio di Monreale, costruito invece nella seconda metà del settecento, va dalla Rocca sino a Monreale. Strada ampia adorna di fontane e di pioppi, la si percorreva agevolmente con carri e carrozze.

Sin dal 1886 l’amministrazione civica di Monreale, allo scopo di creare un servizio pubblico di trasporti, aveva ritenuto opportuno nominare un’apposita commissione dandole l’incarico di studiare la possibilità della costruzione di una linea ferroviaria che collegasse Palermo con la cittadina normanna; ma il tutto era rimasto allo stato di progetto.

Intanto, la Società Sicula dei Tramways-Omnibus, in data 16 aprile 1899, aveva stipulato con il Comune di Palermo un contratto per la gestione di alcune linee di trams elettrici e di omnibus a cavalli. Tra le linee da esercitare a trazione elettrica era prevista quella che andava da Piazza Bologni a Villa Tasca, attraverso il corso Vittorio Emanuele ed il corso Calatafimi, con il preciso impegno di prolungare entro brevissimo tempo tale linea sino a Monreale.

L’inaugurazione di un regolare servizio tra piazza Bologni e la Rocca aveva luogo il 25 maggio 1899, mentre quello relativo all’intero percorso sino a Monreale avveniva l’11 febbraio dell’anno 1900.

Viaggio inaugurale in prossimità di Monreale.

Viaggio inaugurale in prossimità di Monreale – Dalla pagina facebook: Palermo di una volta

Inaugurazione al capolinea di Monreale

Inaugurazione al capolinea di Monreale

Fu quello un giorno memorabile e solenne. Alla stazione d’arrivo erano schierate in bell’ordine tutte le autorità locali e non mancò una nutritissima serie di discorsi ufficiali: del sindaco di Monreale, del rappresentante del Comune di Palermo, del direttore della Società Sicula Tramways-Omnibus, del presidente del Consiglio di Amministrazione della stessa, nonché del Console dell’Impero Germanico a Palermo. Non bisogna dimenticare, infatti, che la soluzione tecnica e la fornitura delle attrezzature per l’impianto della funicolare erano dovute a due società tedesche: la Società Continentale per le Imprese Elettriche di Norimberga e la Società già Schuckert & Co. La prima, in pratica, non era altro che la casa madre della Società Sicula Tramways-Omnibus ed era quindi evidente che la presenza del Sig. Ermanno Springher, console dell’Impero Germanico, fosse indispensabile.

Il tram al capolinea di Monreale

Il tram al capolinea di Monreale

La retorica di quel tempo ebbe ben modo di sbizzarrirsi in una interminabile sequela di discorsi ufficiali. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione della Società Sicula, nella sua foga oratoria, non si peritò di scomodare perfino i cadaveri dei due Guglielmi che da circa otto secoli riposavano entro arche marmoree del Duomo, affermando testualmente che per l’evento “le ossa dei re normanni fremeranno di gioia nei loro avelli”. Il Console tedesco, che chiuse il rosario delle orazioni celebrative, ricordò la visita a Palermo ed a Monreale del Kaiser Guglielmo II avvenuta quattro anni prima e concluse il suo discorso, fatto in un italiano alquanto approssimato, con un marziale “Hurrah!” ….

Da allora, e per più di un quarantennio, la tramvia elettrica della linea 8-9 Palermo-Monreale funzionò regolarmente con la sola variante che il capolinea palermitano venne spostato in piazza Colonna nei pressi della via Roma.

Il tracciato del tratto servito dalla funicolare partiva dal capolinea della Rocca, si svolgeva lungo il fianco della montagna, attraversava la rotabile mediante un piccolo cavalcavia e giungeva infine alla stazione terminale di Monreale, la cosiddetta “tettoia”, posta in prossimità delle case Terruso.

Il congegno meccanico della funicolare era molto semplice: due carri-freno, collegati mediante una fune metallica lunga 1100 metri, erano nelle due stazioni terminali del tratto in funicolare; ad essi venivano agganciate le vetture tramviarie che si differenziavano dalle altre soltanto per la presenza di robusti respingenti simili a quelli delle vetture ferroviarie.

Uno dei carri-freno

Uno dei carri freno

Uno dei carri-freno all’arrivo della funicolare prima del capolinea di Monreale

Si veniva in tal modo a costituire un sistema staticamente bilanciato ed era quindi sufficiente una piccola spinta impressa dalla vettura superiore per mettere in movimento il complesso. I guidatori delle vetture tramviarie prendevano posto nei rispettivi carri-freno allo scopo di regolare la marcia.

Nell’ottobre del 1940 erano intanto entrati in servizio i primi filobus ed il 18 novembre dell’anno successivo – anniversario delle sanzioni economiche – veniva messa in esercizio anche la linea filoviaria per Monreale, le cui vetture erano in grado di superare il dislivello attraverso la strada ordinaria. Ma poiché ci si trovava in stato di guerra si ritenne opportuno mantenere in funzione la funicolare come servizio integrativo.

Il filobus che sostituì la funicolare

Nel 1944 le enormi difficoltà di approvvigionamento di pneumatici per le vetture filoviarie resero necessario il ripristino del servizio tramviario in tutta la città e, in conseguenza, anche di quello per Monreale. Così, la funicolare riprese a funzionare per circa due anni.

Nel 1946, il servizio filo tramviario fu ripristinato e la funicolare definitivamente abbandonata ed in seguito ne venne smantellato l’armamento.

Non vogliamo chiudere questa breve nota senza ricordare che la cittadina di Monreale avrebbe dovuto essere collegata con Palermo dalla linea ferroviaria a scartamento ridotto Palermo-S.Ninfa della quale, verso il 1935, buona parte era già realizzata ed addirittura in corso d’armamento. Ma l’avventura coloniale fascista in terra d’Africa di quell’anno e la necessità di dotare l’Etiopia di vie di comunicazione fecero decidere per la rimozione di traverse e rotaie già collocate ed il loro trasporto nella lontana Abissinia.

Della linea ferroviaria che sarebbe dovuta entrare in esercizio non rimasero che il tracciato, le stazioncine ed i caselli, abbandonati o utilizzati per altro uso. In tal modo, nella storia di Monreale, il solo mezzo di trasporto pubblico su rotaie fu la vecchia tramvia, col suo tratto servito da sistema funicolare, con i suoi quaranta e più anni di “onorato servizio”, per la quale nell’ormai lontano 11 febbraio 1900 perfino le ossa dei due Guglielmi “fremettero di gioia nei loro avelli”.

Il carro-freno alla stazione Rocca - Dal sito: www.funiforum.org

Il carro-freno alla stazione Rocca – Dal sito: http://www.funiforum.org

Alla Rocca - La trincea da cui fuoriusciva il piccolo locomotore dopo aver agganciato la vettura del tranway

Alla Rocca – La trincea da cui fuoriusciva il piccolo carro-freno dopo aver agganciato la vettura del tranway

Alla Rocca - Il piccolo locomotore mentre usciva dalla trincea

Alla Rocca – Il piccolo carro-freno mentre usciva dalla trincea

Il piccolo locomotore agganciava il tranway e lo spingeva verso Monreale

Il piccolo carro-freno agganciava il tranway e lo spingeva verso Monreale

Il piccolo locomotore in frenata di ritorno da Monreale

Il piccolo carro-freno

Il tranway continuava autonomamente la sua corsa nel tratto finale di Monreale

Il tranway continuava autonomamente la sua corsa nel tratto finale di Monreale

Il personale in servizio - gli omini più piccoli erano probabilmente gli addetti al funzionamento dei piccoli locomotori

Il personale in servizio – gli omini più piccoli erano probabilmente gli addetti al funzionamento dei piccoli carri-freno


Nino B. 28 Dicembre 2013

AGGIORNAMENTO

Il 19 settembre scorso è stato inserito su youtube un filmato che nella sua brevità (soltanto 1, 29 minuti) è meravigliosamente grandioso, stante l’esiguità di documentazioni filmate di quell’epoca. Il filmato è stato pubblicato dal Sig. Vito La Colla, bancario in pensione, ed era stato effettuato dal padre Nicolò, giornalista, che attratto dalle novità comprò una cinepresa, allora estremamente rara e costosa.

In un intervista rilasciata ad un noto quotidiano nazionale il Sig. Vito La Colla ha dichiarato che si tratta di un caro ricordo di famiglia e che le persone riprese all’inizio sono sua madre Arianna e a sinistra sua zia Carolina, insegnante elementare, le cugine e il prozio Nicola. In quel filmato c’era anche Lui: “Ero nella pancia di mamma, sarei nato quattro mesi dopo a Torino”.

Grazie Sig. Vito, per aver condiviso questo piccolo gioiello con quanti, come me, amano questa nostra bella terra di Sicilia.  


Nino B. 13 Ottobre 2015

 

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commenti
  1. Funivie.org ha detto:

    Spettacolari immagini più uniche che rare di un impianto unico…ci siamo permessi di linkare questa pagina tra le nostre discussioni tecniche http://www.funiforum.org/funiforum/showthread.php?t=10017

  2. Marianna ha detto:

    salve signor Nino, complimenti per le bellissime immagini.
    Per caso avrebbe a disposizione delle mappe del percorso della tranvia ?
    Sarebbe bello vederle .

    Grazie mille

  3. Alfonso ha detto:

    Carissimo Geometra Badalamenti,
    desidero farle i miei complimenti per il suo blog e per tutte le splendide foto della Palermo di una volta che tanto mi appassionano. Le chiedo se può pubblicarne altre ancora, magari relative al periodo del dopoguerra fino agli inizi degli anni sessanta, quando la città tornava a splendere e non era ancora sommersa dal cemento armato, quando si prendeva il bus n.4 in corso Pisani, dove io abitavo, con il bigliettaio che staccava quei piccoli biglietti colorati per andare verso Villa Adriana attraversando la campagna di viale Strasburgo. So che non è facile reperire documenti fotografici di questo periodo, ho trovato un filmato del 1956 https://www.youtube.com/watch?v=AOd77EXD7WU nel quale si vedono diverse vie della città, tra cui uno scorcio di via Marchese di Villabianca senza ancora i palazzi della parte est (lato Sampolo), ma non riesco a trovare nessun documento fotografico di tutta la zona nord (Sciuti, Strasburgo, Lazio, ecc..).
    Chissà che Lei non riesca ad arricchire ulteriormente questo gioiello che ha creato, inserendo altre belle foto della città di una volta.
    Io la seguo, complimenti e a presto.

    • Nino Badalamenti ha detto:

      Preg.mo Alfonso, vorrà scusarmi se le rispondo soltanto adesso, impegni di lavoro non mi consentono molto tempo da dedicare ad altro. Oltretutto vorrei con piacere arricchire il mio blog, spero di poterlo fare prossimamente, magari con argomenti piacevoli come quello che lei cortesemente propone. La ringrazio per i complimenti, ma ancor più per il tempo che ha voluto dedicarmi.
      Cordiali saluti.

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